ARTENSEMBLEART si presenta I luoghi interiori di Ester Piera Zuercher, Catherine Rovelli e Miriana Ronchetti Dall’intesa artistica di queste tre donne nasce Artensembleart. E se è vero che l'arte è sinonimo di vita, allora con questa mostra si intende elevare un inno alla vita creativa e spirituale che esiste in ogni essere umano. Sovente, parole e concetti assumono un senso di vuoto quando vengono usati in maniera riempitiva, arrivando a essere quasi incomprensibili.
sabato 29 ottobre 2016
ARTENSEMBLE IN MOSTRA IN SVIZZERA - COMUNE DI BIOGGIO
Comunicato Stampa da ARTENSEMBLEART
I luoghi interiori di Ester Piera
Zuercher, Catherine Rovelli e Miriana Ronchetti.
Si
inaugura venerdì 11 novembre alle ore 18,30 presso la Casa Mostre comunale di
Bioggio- Via Municipio, 6944 Bioggio- +41 76 616 91 31 mostrebioggio@gmail.com
Le artiste Ester Piera Zuercher Camponovo, Catherine Rovelli presentano
con grande entusiasmo parte delle loro opere, affidando a Miriana Ronchetti il
compito di “trovare” parole alle loro creature, dando forma alla Mostra che si
terrà nel mese di novembre presso la Casa Comunale di Bioggio. Dall’unione
artistica di queste tre donne nasce Artensemble.
Se è vero che l'arte è sinonimo di vita, allora con questa mostra si intende elevare un inno alla vita creativa e spirituale che esiste in ogni essere umano.
Sovente, parole e concetti assumono un senso di vuoto quando vengono usati in maniera riempitiva, arrivando a essere quasi incomprensibili.
L'inaugurazione sarà arricchita da una performance del mimo Ermanno Stea e del violinista Leonardo Taio. Presenta l'evento, Katia Trinca Colonel.
Se è vero che l'arte è sinonimo di vita, allora con questa mostra si intende elevare un inno alla vita creativa e spirituale che esiste in ogni essere umano.
Sovente, parole e concetti assumono un senso di vuoto quando vengono usati in maniera riempitiva, arrivando a essere quasi incomprensibili.
L'inaugurazione sarà arricchita da una performance del mimo Ermanno Stea e del violinista Leonardo Taio. Presenta l'evento, Katia Trinca Colonel.
Si tratta di un nucleo di eccezionale carica
emotiva, capace di per sé di riassumere le linee essenziali del percorso delle
artiste che va dagli anni 2000 a oggi. Si dividono in quadri, arazzi, sculture,
accompagnati da riflessioni e domande pensate appositamente per far riflettere
lo spettatore. Una Mostra da vivere cogliendone l’attimo, ascoltandone i
ritmi e i suoni, osservando tutte le varie forme d’arte che le ruotano attorno,
come in una danza silenziosa.
L'incontro di Ester, Catherine e Miriana sembra essere stato un caso premeditato dall'arte. L'intesa artistica immediata, fatta di ascolti, estensioni verso l'altro, senza egocentrismi, ha dato vita a una fusione delle proprie diversità.
Il senso...Il dolore, l’amore, l’insensibilità, le diverse sfumature degli stati d’animo, le vicende positive, quelle negative e tutto ruota attorno al cuore. Il cuore, al quale si lega il simbolismo dell’amore, fondamentale valore spirituale che eleva l'uomo al di sopra del mondo, oltre i limiti della propria natura.
Un’arte, quella di ognuna di queste artiste che indaga più l’anima che la realtà o, per meglio dire, filtra la realtà attraverso il proprio stato d’animo. Al centro di tutto c’è l’essere umano con il suo dramma esistenziale, il suo essere solo di fronte a tutto quello che lo circonda, i suoi conflitti psichici e le sue paure.
Articolo di Miriana Ronchetti
L'incontro di Ester, Catherine e Miriana sembra essere stato un caso premeditato dall'arte. L'intesa artistica immediata, fatta di ascolti, estensioni verso l'altro, senza egocentrismi, ha dato vita a una fusione delle proprie diversità.
Il senso...Il dolore, l’amore, l’insensibilità, le diverse sfumature degli stati d’animo, le vicende positive, quelle negative e tutto ruota attorno al cuore. Il cuore, al quale si lega il simbolismo dell’amore, fondamentale valore spirituale che eleva l'uomo al di sopra del mondo, oltre i limiti della propria natura.
Un’arte, quella di ognuna di queste artiste che indaga più l’anima che la realtà o, per meglio dire, filtra la realtà attraverso il proprio stato d’animo. Al centro di tutto c’è l’essere umano con il suo dramma esistenziale, il suo essere solo di fronte a tutto quello che lo circonda, i suoi conflitti psichici e le sue paure.
Articolo di Miriana Ronchetti
LE ARTISTE ...CHI SONO?
Presentazioni delle artiste
Biografia
Ester Piera
Zuercher Camponovo, artista svizzera, architectural designer, pittrice e
incisora. Nata
a Vacallo (Canton Ticino) frequenta le scuole elementari e medie in Ticino dove
segue la scuola di disegno edile a Trevano Lugano. Si iscrive poi all’Accademia
di Belle Arti a Milano (diploma in pittura, anatomia artistica, incisione e
storia dell’arte). Si perfeziona nello studio del nudo a Académie de la Grands
Chaumière à Paris e dopo al Corso superiore di disegno Fondazione Ratti con
Karel Appel e Anish Kapoor, conseguimento del 3 Premio Seminario/Simposio degli
artisti incisori dell’arco alpino in Appenzello e San Gallo.
Ha una Lunga collaborazione in studi di
architettura come disegnatrice e collaboratrice d progetti. Docente invitata
del corso del nudo dal vero alla scuola degli illustratori a Lugano,
insegnamento dell’incisione al corso superiore della scuola Steiner a Lugano,
insegnante di corsi di disegno e pittura del Comune di Bioggio. Professore invitata
dalla Facolta di Architettura di Colima (Messico) al corso di affresco ed
esecuzione in gruppo dell’affresco nel museo della città di Colima su un suo
bozzetto. Primo premio al Concorso di pittura Citta’ di Castano.
Esposizioni personali e collettive a
Lugano, Zurigo, Losanna, San Gallo, Milano, Venezia, Trieste. Dal 2006
Fondatrice, responsabile e designer della Cooperativa Boneca de Atauro.
Continua la sua ricerca artistica con il disegno e la pittura nello studio ella sua abitazione a Bali. L’intuizione e l’impegno di Ester Piera sono
da ammirare; lei ha aiutato le donne di una piccola isola, a guadagnarsi da
vivere. Ideatrice della bambola di pezza, simbolo diventato noto oltre i
confini nazionali come Boneca de Atauro,
rappresenta oggi un faro per tutte le donne di Atauro che desiderano crescere e
lavorare con dignità. La realizzazione di una “bambola di
pezza “è stato l'inizio…dopo ne sono arrivate tantissime. Ester ha disegnato all’incirca cento oggetti o forse di più per la
Boneca.
Dicono di Lei…
La nascita della vita artistica di Ester
Rosa è, come per tutti i veri artisti, l’esigenza di esternare e trasmettere,
suggerita da una spinta interiore molto forte, intensa, debordante, un amore
per l’arte senza limiti, una passione incontenibile per il disegno, per il
colore; insomma il grande amore per la vita, la riconoscenza alla Creazione.
Il colore è un mezzo con il quale viene
coinvolta la psiche di un'artista.
I corpi, come le figure, slittano sempre
verso i territori del pensiero, perdendo forma ma dando efficacia di messaggio.
Non è importante tracciare la figura ma solcare l'impasto del corpo come un
processo intuitivo e cosmico. Anche attraverso le stagioni della sofferenza e
del dolore comuni a tutti gli uomini, ovunque e comunque, il gesto della
pittura di Ester accompagna la sua esistenza quasi in sostituzione di certi
luoghi ameni e solitari che spesso l'essere umano ricerca per proteggersi dalle
violente ondate che la vita a noi tutti riserva. Miriana
Ronchetti
“Dal cuore di una donna” di Maria Will
Una pittura libera. Questo è ciò che in primo luogo vuole essere
la pittura di Ester Piera Zuercher. Libera come forse solo l'arte di una donna
può esserlo. Potrebbe dire di avere iniziato a contornare una sua verità da
quando ha cominciato a dare forma a “quanto ha nel cuore”. Un tale principio
implica tuttavia fondamentalmente l'assunzione del rischio di collocarsi fuori
registro, di aggirarsi in zone considerate minori e basse, che non hanno corso
nelle seriose sfere dell'osservanza estetico intellettualistica. Esserne
consapevole per Ester Piera è il motivo che rafforza in lei la decisione di
percorrere la sua propria strada; di certo che non la frena. Desiderosa di irrompere
con dolce urto all'incontro di chi voglia osservare i suoi quadri, l'artista
non teme di essere fraintesa nel rivendicare all'arte la sufficiente maturità
per poter essere, anche, sentimentale. Lei ha la forza e le ragioni per non
fingere che le rime cercate tra cuore, amore e fiore (il fiore per eccellenza,
la rosa simbolo di bellezza, perfezione, passione ed estasi) siano buone solo
per le canzonette. Poesia spicciola forse; ma quanto risponderle ai bisogni
primari dell'individuo! Fin qui
l'intenzione da cui scatta la trasposizione pittorica che passa attraverso la
messa a fuoco di poche forme significanti, esaltate, con il limitata risonanza,
da un uso monocromatico del colore, dato in luminoso e vaporoso chiaroscuro. Forme-recipienti,
cuori-vaso e le rose come recentissima rivisitazione di un icona che pareva
ormai svuotata: tutte figure che alludono ad un contenuto, ad un’interiorità
che si schiude nell'atteggiamento quasi sacrale dell'offerta. Quanto alle
ascendenze linguistiche della sua pittura, oltre che alla sintassi minimalista,
forse doveroso è il rimando alla tradizione dello “spirituale nell'arte” e in
particolare nel colore, così come l'ha formulata un Rothko (o come la intende
un Anish Kapoor). Piera Zuercher che ora porta la sua ricerca con mano felice e
generosa nel campo non domestico degli Rossi e delle tinte affini, interiorizza
la visione dei suoi soggetti e li impagina nello spazio pittorico secondo
prospettive fantastiche e scala monumentale. Ne nascono paesaggi ultraterreni,
mondi che hanno la levità delle nuvole, luoghi possibili di una pace non
illusoria.
Biografia di Catherine Rovelli
"...da
sempre il mio cammino artistico e di vita è costellato da incontri che hanno
dato impulsi al mio lavoro, relazioni umane importantissime che continuano a
nutrire il mio operare e che mi aiutano a progredire nella mia ricerca di dare
una forma all'invisibile, di mettere in relazione l'umano con la sua visione di
un altrove. Amo la montagna,
le pietre, le grotte, gli anfratti nascosti, amo camminare in quota…perché mi rigenera,
mi calma, mi fa sentire parte del tutto. Perché, dal guscio di una grotta posso
congiungermi con il cielo. All'età di 15 anni, durante un soggiorno presso una
famiglia amante dell'arte contemporanea rimasi folgorata da un'opera di Josef
Albers appesa in corridoio. Non c'era giorno che non mi soffermassi ad
ammirarla, quella semplicità vibrante, quella perfezione imperfetta mi
seduceva. Poi non ci pensai più e la mia vita continuò il suo percorso.
Mi rimase il piacere di frequentare gallerie d'arte, mostre di arte contemporanea e solo più tardi scoprii il piacere di dipingere e più tardi ancora di scolpire.
Mi rimase il piacere di frequentare gallerie d'arte, mostre di arte contemporanea e solo più tardi scoprii il piacere di dipingere e più tardi ancora di scolpire.
Dicono di Lei….
Queste sono le parole con
le quali Catherine Rovelli, ama presentarsi. Già da queste
poche ma intense lettere possiamo delineare la sua caratteristica: quella di
una donna- artista che vuole, con forza e tenacia, dare espressione e significato a ciò che sta dietro alla forma, alle
radici, oltre l’apparenza. In fondo non dovrebbe interessare così tanto quando
e dove e cosa gira nella vita di chi affida il proprio sentire all’arte. Ogni
giorno con infinita pazienza, nel dinamismo di quella trasformazione interiore
che spinge ad utilizzare gli ostacoli per aprire le porte dell’intelligenza
creativa con grande attenzione, con la meta sempre più chiara nel cuore,
indossando ali di libertà, accettando i propri limiti ma, con amore e
dedizione, con passione, soprattutto con fatica (la scultura è faticosa),sempre
alla ricerca di un’opera da far vivere, un’opera che abbia un’anima. Forse,
inconsapevolmente, è stata talmente affascinata dall’arte del pittore tedesco
Joseph Albers, che da lui ne ha assorbito la
filosofia e i motti dell’insegnamento, quelli che erano le sue linee guida
“pensare in situazione”, ”l’importante è aprire gli occhi”. A me, che non sono
una critica d’arte ma una scrittrice e autrice teatrale, pare di intuire che
Catherine voglia indagare su come la percezione della sua scultura sia
influenzata dalla quantità, dalla forma, dalla materia, dalla luce, dalla
distanza, dal volume e dall’interazione con l’ambiente fisico e sociale.
E’ facile capire come le sue opere si
basano sulla ricerca della proporzione, della misura e della distribuzione
spaziale, delle illusioni ottiche. Procurano piacere nell’osservare quelle rotondità
così armoniche, vibranti, luminose, la cui bellezza irradia verso l’esterno
come se l’opera possedesse una sua vita interna. Penso che mentre lei scolpisce
le sue opere, le sue opere col tempo scolpiranno lei, dandole quella forma che
lei stessa non conosce ancora, che non sa di avere: uno scambio, quindi,
d’amore e di riconoscenza fra lei e la scultura. Il suo luogo libero e felice. Ecco,
credo che Catherine Rovelli, sia questo e molto di più. Miriana
Ronchetti
Biografia di Miriana
Autrice teatrale e di saggi.
Insegnante di recitazione, attrice e regista. Ideatrice di eventi teatrali,
poetici in lingua
italiana e inglese, ha contribuito alla mostra biografia per immagini del poeta
Salvatore Quasimodo, collaborando con la Fondazione Mazzotta. Ha studiato chimica e psicologia e frequentato la Scuola
di Sceneggiatura e comunicazione (quattro anni) con Salvatore Nocita, Alberto Bevilacqua,
Vittorino Andreoli, Ennio Morricone. Ha studiato recitazione e approfondito le
tecniche attorali in autonomia e partecipando a innumerevoli stages E ‘
iscritta alla Siae dal 1980 con 92 commedie tutte rappresentate. Costituisce nel 1992, la Compagnia Teatro
Arte Orizzonti Inclinati, con lo scenografo Pietro Introzzi. Costante la
collaborazione con scuole, Comuni, Istituti di cultura all’estero: Vienna,
Budapest, San Paolo del Brasile, Zurigo nella diffusione del messaggio poetico
teatrale e della lingua italiana. Per l’Istituto di cultura di Vienna, scrive e
rappresenta con Alessandro Quasimodo,
il recital: “Carissima Infanzia”. Propone da 22 anni corsi di
recitazione per bambini e teatro dramma per adulti.
Miriana è
sinonimo di passione. Una passione profonda, debordante, incontenibile, tanto
grande che anche il condividerla si fa necessità. Per questo, ci sembra di intuire,
che lei vuole regalare al pubblico le sue parole, i suoi pensieri maturati da
riflessioni, la sua Teatro- terapia. Il Teatro! Passione e condivisione con gli
altri. Il corpo e l'anima, mente e materia, concetto e gesto si uniscono nel suo
teatro senza disperdersi l'uno nell'altro ma unificandosi nel contrasto
facendone lo specchio della vita. Per Miriana (regista e drammaturga, ma
soprattutto appassionata attrice, autrice e docente di recitazione) il teatro è
azione, interiore tanto quanto gestuale. Questo agire, che nella recita
quotidiana delle nostre esistenze avviene spesso senza coscienza (“Tutti noi stiamo facendo teatro inconsapevolmente”
lei scrive), e forse proprio
per questo spesso non ne siamo contenti, nel teatro richiede attenzione, preparazione,
tecnica, profondità di sguardo anche interiore. Si inventa esercizi mai visti,
pratiche e metodi che trae dall’osservazione degli altri per imparare a vivere. Un farmaco, quello del teatro,
capace di sgombrare la mente da tanta zavorra accumulata, capace però di farci
ritrovare quella verità fondamentale, anche se spesso trascurata, che solo i
bimbi sanno per istinto: stiamo giocando! E Miriana lo sa fare con grande amore.
Alessandro Quasimodo
Personaggio teatrale, appassionato e
appassionante, a prima vista leggermente naïve. Ne ammiro l'auto determinazione
mescolata con una buona dose di testardaggine. In movimento continuo.
Apparentemente instancabile. A tratti così indifesa. Altruista. Umana. Ne Il Teatro nell'Anima, suo ultimo scritto,
traspare in pieno lo straordinario lavoro di diffusione che ha svolto per anni
e svolge intorno a sé insegnando ad altri come stare diritti in piedi
affrancandosi nell'arte della recitazione e come conquistare – attraverso e
sotto le infinite maschere che il Teatro propone - la sensazione di poter finalmente
riconoscersi e di essere riconosciuti. Nessun dettaglio viene tralasciato. Un'opera
di grande generosità. Olga Karasso
ARTENSEMBLEART
In un mondo come quello di oggi sempre più segnato
dall'indifferenza e dalle divisioni, è indispensabile che ognuno di noi faccia
qualcosa. La pittura e la scultura come la musica, il teatro, la scrittura,
sono i più efficaci messaggi con cui comunicare instancabilmente il nostro “inno
alla vita”. L’opera è la sintesi di un pensiero, di un ideale, di una speranza…
comunica l'idea di libertà, l'insistenza dello spirito, la volontà di
sopravvivenza dell'espressività di ogni essere umano.
ARTENSEMBLEART
I
luoghi interiori di Ester Piera Zuercher, Catherine Rovelli
e Miriana Ronchetti
“La pittura, la
scultura, la scrittura poetica come ogni altro linguaggio dell’animo, non
osservano nessuna regola, se non quella di seguire il battito delle proprie emozioni”. Miriana Ronchetti
Le artiste Ester Piera Zuercher Camponovo, Catherine
Rovelli presentano con grande entusiasmo parte delle loro opere, affidando
a Miriana Ronchetti il compito di
“trovare” parole alle loro creature, dando così forma alla Mostra di novembre
presso la Casa Comunale di Bioggio. Dall’unione artistica di queste tre donne
nasce Artensembleart. E se è vero che l'arte è sinonimo di vita, allora con
questa mostra si intende elevare un inno alla vita creativa e spirituale che
esiste in ogni essere umano. Sovente, parole e concetti assumono un senso di
vuoto quando vengono usati in maniera riempitiva, arrivando a essere quasi
incomprensibili. Ester, Catherine e Miriana desiderano fortemente abbracciare
il pubblico che le incontrerà e permettere a ogni individuo di percepire
liberamente il significato delle singole opere.
“Le
parole sono spesso fonte di malintesi”, scriveva Antoine de Saint-Exupéry
nel suo bellissimo libro Il piccolo
Principe, per i molteplici significati che diamo loro; la ragione racchiude
il pensiero in un quadro con precisi confini e non può definire ciò che
l’immaginazione permette di intuire. E di parole vorremmo usarne poche, e
semplici ma che giungano alla comprensione di coloro che hanno voglia di
iniziare un viaggio emozionale, nella speranza di sollecitare il pubblico
presente a scoprire cosa potrebbe esserci oltre quello che si vede (invitando i presenti a sviluppare una loro personale
critica, aiutandoli a elaborare quello che l’animo sente osservando le opere).
In realtà non c'è nulla da
comprendere nell'opera di un artista se non quello che il ricevente riesce a
percepire. In tal modo svilupperà, in chi la osserva, un’energia vitale che a
sua volta creerà stimoli e punti di riflessione che viaggiano da soli dentro il
pensiero, dentro il cuore, dentro l’anima.
In Mostra…
Le opere pittoriche e le sculture sono esposte insieme, con fogli scritti e appesi, che
si confondono nell’insieme vivendo di luce propria, creando delle installazioni
volanti di parole; quest’unione diventa il filo conduttore che trama il
“tessuto” del percorso espositivo. Si tratta di un nucleo di eccezionale carica
emotiva, capace di per sé di riassumere le linee essenziali del percorso
delle artiste che va dagli anni 2000 a oggi. Si dividono in quadri,
arazzi e sculture di Ester Piera Zuercher Camponovo e di Catherine Rovelli,
accompagnati da riflessioni, domande, poesie di Miriana Ronchetti, per aiutare
lo spettatore a riflettere, sempre con rispetto e gratitudine per l’attenzione
che ci donerà. Una Mostra da vivere cogliendone l’attimo, ascoltandone i
ritmi e i suoni, lasciandosi andare accogliendo tutte le varie sensazioni ed
emozioni che ruoteranno attorno, come in una silenziosa danza. Vivere ogni
momento vuol dire dare spazio all’intuizione e alla spontaneità. Una volta che
si impara questo segreto, “creare” è pura gioia e divertimento e offre la
chiave per aprire tutte le porte chiuse della nostra intelligenza creativa.
L’incontro…
L'incontro di Ester, Catherine e Miriana
sembra essere stato un caso premeditato
dall'arte. L'intesa artistica, immediata, fatta di ascolti, estensioni
verso l'altro, senza egocentrismi, ha dato vita a una fusione delle proprie
diversità, senza tralasciare un sincero legame affettivo e di solidità. L’inaugurazione
della Mostra è volutamente ma soprattutto spontaneamente informale, attraverso
l'insieme di brevi ma significative azioni teatrali quali il mimo, la lettura
interpretata di poesie, i suoni e brevissimi spunti inerenti le opere esposte.
La regia e l’ideazione della pièce di apertura è di Miriana Ronchetti che per
questa performance coinvolge gli allievi attori e mimi dei suoi corsi di teatro
recitazione. I dipinti, le sculture sono sparsi nello
spazio della Casa comunale e catturano subito: colori accesi, arazzi, forme cristallizzate
in piccole e medie sculture, grandi tele, luce, tonalità, parole. Sono opere che non lasciano
indifferenti, emozionano, e a tratti possono turbare, anche inquietare come
inquietanti sanno essere le opere degli artisti. L’arte deve esprimere compostezza
e scompostezza, perfezione e imperfezione. Non si cerca la perfezione, ma il
“vero”. Deve essere densa di pathos. Del resto l'umanità è forse
perfezione?
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